Papa Francesco:

Dio come Donatore di Grazia e Amore dell’umanità
11 Ottobre 2020

Nell’Angelus di oggi, 11 ottobre 2020, Papa Francesco ci invita a riflettere sul racconto della parabola nuziale. (cfr Mt 22,1-14)

Gesù in questo passo evangelico annuncia il progetto che Dio ha pensato per l’umanità. La festa di un re che celebra le nozze del figlio, “immagine del Padre che ha predisposto per tutta la famiglia umana una meravigliosa festa d’amore e comunione intorno al Suo Figlio unigenito”, dimostra quante volte Dio ci chiama a sé e noi anteponiamo il nostro egoismo, i nostri interessi.

Nonostante ciò Dio è clemente perché desidera donare i tesori del Suo Regno affinché “la sala non resti vuota”. Ed è per questo che invece di arrendersi Dio rilancia la proposta invita tutti presenti anche ai crocicchi delle strade perché “nessuno è escluso dalla casa di Dio”.

Fuori dall’abitato, dove la vita è precaria i crocicchi risultano i luoghi dove gli esclusi si trovano fuori dalle benevolenze dei padroni. “Dio chiama buoni e cattivi perché non ha paura della nostra anima ferita, perché ci ama”. I crocicchi odierni sono le periferie dove vivono i brandelli di umanità senza speranza. Aprire le porte a questa comunità ci permette di aiutare e amare con la carità e la solidarietà chi sta al margine della società.

La mantellina donata all’ingresso della parabola ai poveri rappresenta il dono di Dio all’uomo, chi rifiuta il Suo dono rifiuta la misericordia di Dio che ci offre la Sua grazia. “Senza grazia non si può effettuare un passo nella vita cristiana. Tutto è grazia, occorre essere disponibili ad un cammino di conversione, che cambia il cuore. Il dono gratuito di Dio richiede di essere accolto con stupore e gioia. Maria Santissima ci aiuti ad uscire dai nostri schemi e dalle vedute ristrette, annunciando a tutti che Gesù ci invita al suo banchetto per offrirci la grazia che salva, per darci il dono”.

Dopo l’Angelus Papa Francesco ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del Sudamerica colpite dagli incendi che stanno devastando tante regioni del Pianeta, ringraziando tutti i volontari e i vigili del fuoco impegnati ad estinguere i roghi. A loro che rischiano la vita ogni giorno, il Papa rivolge la Sua preghiera. A subire questi incendi causati dalla siccità anche la costa occidentale degli Stati Uniti, con la California e l’Argentina alle rive del fiume Paranà, “il Signore sostenga quanti stanno soffrendo le conseguenze di queste catastrofi e ci renda attenti a preservare la creazione”.

Particolarmente significativo per l’umanità intera è stata la tregua tra Armenia e Azerbaigian per motivi umanitari, in vista del raggiungimento di un sostanziale accordo di pace. Nonostante quest’ultima si dimostri troppo fragile Papa Francesco incoraggia a mantenerla esprimendo la partecipazione al dolore “per la perdita di vite umane, per le sofferenze patite, nonché per la distruzione di abitazioni e luoghi di culto”.

Menzionata dal Papa, infine, la beatificazione avvenuta ieri ad Assisi di Carlo Acutis, ragazzo quindicenne, innamorato dell’Eucaristia che “non si è adagiato in un comodo immobilismo, ma ha colto i bisogni del suo tempo, perché nei più deboli vedeva il volto di Cristo, indicando ai giovani di oggi con la sua testimonianza che la vera felicità si trova mettendo Dio al primo posto e servendoLo specialmente con gli ultimi”.


Ilaria Carbone

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