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News - Giovedì 17 Giugno 2021

Da due settimane Papa Francesco è ritornato finalmente a potersi affacciare dalla sua finestra ai fedeli di Piazza S. Pietro. Un’ emozione che già la scorsa settimana è stata espressa  volutamente dal Pontefice in queste parole: “Non esiste un cristianesimo a distanza. L'amore richiede il contatto, la condivisione della vita. Il buon samaritano si è chinato, ha caricato il malato e lo ha portato alla locanda. Amare Gesù significa entrare in una comunione di vita. Il bisogno di nutrirci per vivere in famiglia o tra amici diventa pure espressione di comunione, di festa. Il convitto eucaristico è il segno emblematico della comunità cristiana, mangiare insieme il copro di Cristo è il centro della vita cristiana. Gesù non è un fantasma ma una persona viva che ci riempie di gioia al punto di non credere. La presenza di Gesù in questa passo evangelico costituisce la relazione viva con Lui. La Regina Maria Vergine ci aiuti a vivere questa esperienza con Lui”.

Rilevante l’appello sull'Ucraina orientale e sul “cessate il fuoco” dovuti al moltiplicarsi delle attività militari. A tal proposito chiede alla popolazione di promuovere gesti capaci di richiamare la fiducia reciproca, la riconciliazione e la pace. A concludere Papa Francesco rivela: "Mi è mancata la Piazza, ringrazio Dio e voi per la vostra presenza qui in questo Regina Coeli”.

In questa quarta domenica di Pasqua, importante anche per l’Italia e la sua liberazione dal dominio nazi-fascista, il Papa riprende la figura del "Buon Pastore" in cui Gesù viene rappresentato come Colui che difende, conosce e ama le sue pecore.

A Lui, Buon Pastore, si contrappone il mercenario al quale non importa delle pecore perché lavora per denaro. Quando arriva il lupo, infatti, non pensa ad altro che a fuggire e abbandonare il proprio gregge. Gesù, al contrario, ci salva invece da tante situazioni difficili con la forza della Sua presenza.

Il Signore conosce e difende le sue pecore "ad uno a uno" in maniera unica, ognuno con la propria storia e il proprio valore ed è sempre pronto a prendersi cura di noi. In Lui si realizza pienamente l'immagine della Misericordia di Dio. Il Papa Francesco sottolinea che - “Gesù vuole che tutti possano ricevere l'amore di Dio. Maria Santissima ci aiuti ad accogliere e seguire il Buon Pastore per accogliere e aiutarlo nella Sua Missione". E prosegue - “Esprimo la mia vicinanza alle 82 vittime dell'incendio dell'ospedale di Covid-19 a Bagdad. Vi confesso che sono molto addolorato per la tragedia consumata nel Mediterraneo con 130 migranti morti in mare, sono persone, sono vite umane che hanno chiesto un aiuto che non è mai arrivato. È il momento della vergogna, preghiamo per questi fratelli che continuano a morire in questi drammatici viaggi e per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un'altra parte, preghiamo per loro. Oggi si celebra la Giornata mondiale delle vocazioni che ha come tema "San Giuseppe e il sogno della vocazione" ringraziamo il Signore tutti quei fratelli che si consacrano per il Suo amore e chiediamo che mandi i buoni operai a lavorare nel suo campo".

 

Ilaria Carbone

Gesù risorto sia speranza per tutti quei giovani che sono stati “costretti a stare lunghi periodi senza frequentare la scuola, l’università e condividere il tempo con gli amici. Tutti abbiamo bisogno di vivere relazioni reali e non solamente virtuali. A loro sono particolarmente vicino” - questo è uno dei messaggi che Papa Francesco ha voluto rivolgere ai giovani, durante la celebrazione della Messa di Pasqua.

Consapevoli che l’odio può essere solo dissipato dall’amore e dalla fraternità, pegno della vittoria della vita sulla morte che oggi riviviamo grazie alla Resurrezione di Cristo - il Papa chiede che si cessino le armi in Siria - “terra martoriata in cui milioni di persone vivono ormai in condizioni disumane”.

Si è svolta con questi intenti di speranza, pace e fratellanza la Messa senza omelia nella Basilica San Pietro di Papa Francesco.

Il messaggio Urbi et Orbi di quest’anno è rivolto alla pace mondiale devastata dalle “troppe guerre e violenze che ci sono nel mondo”. Oggi ricorre infatti anche la Giornata delle mine antiuomo, “che uccidono o mutilano ogni anno molte persone innocenti, impedendo all’umanità di camminare insieme sul sentiero della vita”.

Celebrare la Pasqua quest’anno senza, in molti casi, garantire l’accesso alle sacre funzioni, ha comportato forti limitazioni con la preghiera. A tal proposito il Papa si sofferma sottolineando che “alla luce del Risorto le nostre sofferenze sono trasfigurate…dove c’è la morte c’è vita, dove c’è lutto, c’è consolazione. Nell’abbracciare la croce Gesù ha dato senso alle nostre sofferenze, guarendoci dal male del mondo”.

È in questi momenti di raccoglimento e di festa per la Santa Resurrezione di Cristo che affidarsi a Lui come fecero gli apostoli e le pie donne ci permette di assaporare e di rivelare al mondo intero, la salvezza di cui ci rende partecipi: luce come fonte di rinascita dei popoli.

 

Ilaria Carbone

Sarà trasmessa via streaming dalle ore 20:50 la seconda Via Crucis in tempo di pandemia.

Un anno che si riserva per molti essere il principio di una speranza nuova per gli anni a venire e l’ultimo di dolore, sofferenza e solitudine. La celebrazione avverrà sul sagrato di Piazza San Pietro in modo da rispettare le norme anticovid-19 previste dal DPCM.

In questo giorno così doloroso non solo per il Covid-19, vivere con fede e amore la Passione e crocefissione di Gesù Cristo può aiutarci ad accogliere e vivere la verità con un cuore aperto alla grandezza di Dio che ci ama prima di noi stessi.

Il digiuno di questo giorno solenne - sottolinea il Papa - “vissuto come esperienza di privazione, porta quanti lo vivono, in semplicità di cuore, a riscoprire il dono di Dio e a comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento. Facendo esperienza di una povertà accettata, chi digiuna si fa povero con i poveri e “accumula” la ricchezza dell’amore ricevuto e condiviso. Così inteso e praticato, il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo in quanto, come insegna San Tommaso d’Aquino, l’amore è un movimento che pone l’attenzione sull’altro considerandolo come un’unica cosa con sé stessi”.

Il raccoglimento, la preghiera ci rafforza a credere in Dio consentendogli di “prendere dimora e coltivare speranza” nelle nostre vite. Vivere con amore e speranza questo cammino spirituale del Venerdì Santo ci aiuta a comprendere e innestare in noi quella luce interiore che consola, che dà forza per tornare a rivolgere lo sguardo alla pazienza di Dio, che continua a prendersi cura della sua Creazione.

Vivere nel contesto di grande incertezza sul domani, come  “testimoni del tempo nuovo”, in cui Dio “fa nuove tutte le cose” (cfr Ap 21,1-6) significa essere “pronti sempre a rispondere a chiunque [ci] domandi ragione della speranza che è in [noi]”(1Pt 3,15) come Cristo ha fatto sulla croce consacrando la Sua vita per la nostra esistenza.

Ad accompagnare il Papa in questo cammino di Via Crucis 2021 ci saranno il gruppo di scout della Cattedrale di San Feliciano che, insieme alla Parrocchia romana dei Santi Martiri d’Uganda, sono stati incaricati di scrivere le meditazioni di quest’anno “Col cuore e gli occhi dei piccoli”.

 

Ilaria Carbone

Santo del giorno

San Ranieri di Pisa
San Ranieri di Pisa
Eremita