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News - Venerdì 10 Luglio 2020

La Festa dei Santi Pietro e Paolo trae le sue origini dal martirio dei due Santi avvenuto a Roma.

La morte e la traslazione delle reliquie di questi due Santi, apostoli e padri fondatori della Chiesa, costituisce uno dei punti cardini dell'evangelizzazione e sviluppo della religione cristiana.

San Pietro, primo discepolo di Cristo fu insignito insieme agli altri apostoli dello Spirito Santo, il giorno della Pentecoste. Dopo la Resurrezione di Nostro Signore diede vita alla sua opera di evangelizzazione con la messa in opera della “prima pietra” e l'istituzione della Chiesa Cattolica a Roma.

San Paolo, invece, “apostolo dei Gentili” fu il principale punto di riferimento per i cristiani greci e romani. Ebreo ellenizzato e convertito sulla via di Damasco, dopo aver udito la voce di Gesù fu, a livello dottrinale, uno dei principali fautori e promulgatori del Vangelo di Cristo ai pagani.

Quest'anno la ricorrenza di San Pietro e San Paolo, festeggiata a Roma con la celebre "Girandola", avrà una sfumatura tutta virtuale.

La Solennità, a causa del Covid-19, si rinnova solo on-line con la rievocazione storica, trasmessa su cellulare e pc. Sarà possibile rivivere, quindi, le passate edizioni dei tradizionali fuochi d'artificio a suon di musica barocca dalla Terrazza del Pincio a partire dalle ore 21, esclusivamente in rete. Evento, questo, che invita a riflettere su quanto sia cambiato il nostro modo di vivere le celebrazioni, gli incontri religiosi e spirituali, i momenti di festa. Un 2020 che porta con sé tanti disagi, ma anche tanti nuovi modi di creare comunità e condivisione.

I fuochi d'artificio della Girandola furono introdotti per la prima volta nel 1481 per volere di Papa Sisto IV. Da allora fu così riproposta ogni anno per festeggiare eventi solenni proprio come la ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo e l’incoronazione del nuovo Papa, fino al 1871.

La Girandola portata in processione a Roma fino a Castel Sant’Angelo, rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre che, non a caso, più di ogni altra ricorrenza in questo periodo particolare della nostra storia e umanità, ci riporta a ravvivare il fuoco della nostra fede di nuove speranze e aspettative per un futuro prossimo migliore post Covid-19.

 

Ilaria Carbone

In questa domenica Papa Francesco affronta il Vangelo di Matteo (10,26-33) in cui Gesù chiede ai suoi discepoli di non avere paura ad annunciare la parola di Dio nonostante le avversità che la vita gli possa presentare.
Questo discorso che Gesù compie ai propri apostoli riguarda la vita missionaria a cui Dio li ha chiamati esortandoli, con insistenza, a “non avere paura”, perché la paura è uno dei nemici che più ci porta a quella morte morale effetto del peccato.
Diffondere il messaggio di salvezza “nella luce” che Lui ha loro affidato pubblicamente nel suo Vangelo attesta la fedeltà dei testimoni che, perseguitati fisicamente anche oggi in tutto il mondo, non hanno paura della morte corporale perché è la forza evangelizzatrice ad opporsi all’arroganza e alla violenza a cui è sottoposta. 
Nulla può intromettersi contro l’anima e la comunione con Gesù, dono di Dio è tramite la Sua amicizia che noi riusciamo ad attraversare queste e le altre insidie che la vita ci pone.
“Dio che ci ama e ci custodisce si prende cura di noi, perché grande è il nostro valore ai suoi occhi. Ciò che importa è la franchezza, è il coraggio della testimonianza, della testimonianza di fede: riconoscere Gesù davanti agli uomini e andare avanti facendo del bene. Maria Santissima, modello di fiducia e di abbandono in Dio nell’ora dell’avversità e del pericolo, ci aiuti a non cedere mai allo sconforto, ma ad affidarci sempre a Lui e alla sua grazia, perché la grazia di Dio è sempre più potente del male” – afferma il Papa.
E continua – “Ieri le Nazioni Unite hanno celebrato la Giornata Mondiale del Rifugiato. La crisi provocata dal coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza”. 
Rinnovare in maniera utile ed efficace l’impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano ci consente di proteggere chi, per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie, è costretto a fuggire.
La pandemia da Covid-19 inoltre ci ha permesso di riflettere sul rapporto uomo-ambiente. 
La chiusura ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi che, prima offuscati dal traffico e dai rumori, avevano perso il loro fascino e sradicato la loro natura.
A tal proposito il Papa invita con “la ripresa delle attività ad essere più responsabili della cura della Casa Comune”.
Molteplici infatti le iniziative promosse in ogni parte del mondo che possano essere effettuate favorendo una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale.
Il Papa conclude il suo intervento ricordando la sua patria, l’Argentina che oggi celebra la giornata dedicata ai papà: “assicuro la mia vicinanza e preghiera a tutti i papà. Tutti noi sappiamo che fare il papà non è un mestiere facile! Per questo preghiamo per loro ricordando in maniera speciale anche i nostri padri che continuano a proteggerci dal cielo. Infine saluto tutti i pellegrini e fedeli venuti da varie parti d’Italia che adesso incominciano a venire anche da altri Paesi”.

Ilaria Carbone

Nell’ultima domenica di maggio ricorre la solennità di Pentecoste in cui si celebra la discesa dello Spirito Santo che dà inizio alla missione di evangelizzazione della Chiesa. Prima che il cattolicesimo fosse riconosciuto in origine il termine indicava l'avvio della mietitura, operazione di raccolta dei cereali maturi. “Quando verrà lui – narra Gesù nel Vangelo di San Giovanni – lo Spirito della verità, vi guiderà tutti alla verità, perché non parlerà di sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”.
Letteralmente la parola Pentecoste deriva dal greco pentekoste che indica il 50esimo giorno dopo la Resurrezione. Questo giorno il popolo ebraico lo celebrava come ringraziamento a Dio per i doni delle terra, del grano e i primi frutti. Successivamente su questa celebrazione originaria si innestò la memoria del dono delle Tavole della Legge fatto da Dio a Mosè sul Monte Sinai, astenendosi a Pentecoste da qualsiasi lavoro e svolgendo un pellegrinaggio a Gerusalemme. Nella tradizione cristiana invece si attribuisce a Tertulliano (155-220) la prima testimonianza della Pentecoste come festa dello Spirito Santo cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Papa Francesco nella sua Omelia alla Messa solenne della Pentecoste si riferisce a un “fuoco d’amore, forza unificatrice dello Spirito” evidenziando che nelle diversità fra i discepoli - “Gesù fa di essi la sua Chiesa: una comunità riconciliata e pronta alla missione”.
Se per il Papa emerito Benedetto XVI la Pentecoste è “il battesimo della chiesa”, per Francesco la Chiesa è “nata in uscita ed è partita con il pane spezzato tra le mani, le piaghe di Gesù negli occhi, e lo Spirito d’amore nel cuore”. Se per l’ebraismo è la festa che ricorda la rivelazione, il dono di Dio al popolo ebraico della legge sul Monte Sinai, per il cristianesimo la Pentecoste rappresenta il soffio dello Spirito all’origine di tutte le cose. Come sta scritto nella Genesi: “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”.


La “forza unificatrice dello Spirito che anche nelle diversità degli apostoli li unisce ungendoli di Spirito Santo” permette che anche tra di noi ci siano diversità e tentazioni differenti dalla quale ci si debba difendere. Sono le nostre scelte, le nostre idee a darci forza e fede “guardando la Chiesa come fa lo Spirito, non come fa il mondo. Il mondo ci vede di destra e di sinistra; iI mondo vede conservatori e progressisti; lo Spirito vede figli di Dio. Lo sguardo mondano vede strutture da rendere più efficienti; lo sguardo spirituale vede fratelli e sorelle mendicanti di misericordia. Lo Spirito ci ama e conosce il posto di ognuno nel tutto: per lui non siamo coriandoli portati dal vento, ma tessere insostituibili del suo mosaico”. Nonostante i discepoli avevano chiuso le porte per paura di essere trovati – come ci narra nel Vangelo Giovanni – “Gesù venne in mezzo a loro e li salutò: pace a voi”. La pace che Gesù ci offre “non si stanca mai di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”. L’incontro con il Signore “capovolge l’esistenza degli apostoli e li trasforma in coraggiosi testimoni”. La Resurrezione è grande gioia che si espande insieme allo Spirito Santo che “è fuoco che brucia i peccati e crea uomini e donne nuovi; è fuoco d’amore con cui i discepoli potranno ‘incendiare’ il mondo, quell’amore di tenerezza che predilige i piccoli, i poveri, gli esclusi” attraverso “il coraggio di uscire fuori dalle mura protettive dei nostri ‘cenacoli’, senza adagiarci nel quieto vivere o rinchiuderci in abitudini sterili”.

Papa Francesco infine rivolge un pensiero per l’Amazzonia dove sono “tanti i contagiati e i defunti, anche tra i popoli indigeni, particolarmente vulnerabili”. Qui l’appello del Papa “affinché non manchi a nessuno l’assistenza sanitaria. Curare le persone, non risparmiare per l’economia”.

Questa la preghiera del magnifico “Veni Creator” dedicata in questo giorno alla venuta dello Spirito Santo:

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni padre dei poveri,
vieni datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto conforto.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
sana ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Amen.

Ilaria Carbone

Santo del giorno

Sant'Amalberga di Maubeuge
Sant'Amalberga di Maubeuge
Vedova e monaca