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News - 9 Agosto 2020

Oggi in una Piazza S. Pietro gremita di gente che simboleggia il ritorno del popolo all’ascolto della Parola di Dio, Papa Francesco chiede ai fedeli di ritrovare il gusto del silenzio nel dialogo con il Signore. “Rischiamo di allontanarci dalla fede poiché il terreno sassoso che è poco fertile e non riesce a mettere presto le radici che rimangono in superficie” – annuncia il Papa- “così anche la fede rimane debole e si dissolve come il seme che cade nelle pietre” - continua. Accogliere la Parola di Dio come dei “cespugli pieni di spine” che rappresentano le nostre “preoccupazioni mondane” fa morire qualsiasi altro tipo di speranza che in noi porta il frutto della fede. Il “terreno buono” è ciò che serve per attecchire il seme e portare il frutto a chi ascolta la Parola di Dio e la custodisce nel proprio cuore praticandola ogni giorno.

Nonostante le sofferenze e le distrazioni mondane “Dio sparge il suo seme dappertutto con generosità senza badare a sprechi”. La parabola del seminatore è ciò che più di tutti ci manifesta in questo giorno che “al seme della Parola nessuno è escluso”. Domandarci che tipo di terreno siamo è fondamentale per capire ciò che vogliamo evolvere di noi stessi e
dalla nostra fede. È attraverso la grazia di Dio che noi possiamo diventare quel “seme buono” da accogliere e far fruttare in noi.

Come afferma anche Papa Francesco “la Parola del Signore è l’unica a renderci liberi dalle nostre preoccupazioni e sofferenze quotidiane” e continua – “portare in giro con noi il Vangelo leggendolo quotidianamente ci permette di capire e chiarire sempre di più la parola di Dio”. E conclude – “La Vergine Maria ci aiuti a diventare terreno fertile e disponibile a portare semi maturi sia a noi che ai nostri fratelli”.

Papa Francesco ricorda oggi la Giornata Internazionale del Mare rivolgendo le sue preghiere e un saluto affettuoso a chi lavora in mare lontano da casa e dai parenti.
Infine rivolge il suo pensiero a Istanbul e alla Basilica di Santa Sofia ritornata ad essere da qualche giorno una moschea. Sottolineando il suo profondo dolore in merito, Papa Francesco ringrazia il Movimento dei Focolari, i religiosi cattolici e laici che operano e portano la Parola di Dio ai malati Covid-19, nonostante tutte le avversità del periodo.

 

Ilaria Carbone

La Festa dei Santi Pietro e Paolo trae le sue origini dal martirio dei due Santi avvenuto a Roma.

La morte e la traslazione delle reliquie di questi due Santi, apostoli e padri fondatori della Chiesa, costituisce uno dei punti cardini dell'evangelizzazione e sviluppo della religione cristiana.

San Pietro, primo discepolo di Cristo fu insignito insieme agli altri apostoli dello Spirito Santo, il giorno della Pentecoste. Dopo la Resurrezione di Nostro Signore diede vita alla sua opera di evangelizzazione con la messa in opera della “prima pietra” e l'istituzione della Chiesa Cattolica a Roma.

San Paolo, invece, “apostolo dei Gentili” fu il principale punto di riferimento per i cristiani greci e romani. Ebreo ellenizzato e convertito sulla via di Damasco, dopo aver udito la voce di Gesù fu, a livello dottrinale, uno dei principali fautori e promulgatori del Vangelo di Cristo ai pagani.

Quest'anno la ricorrenza di San Pietro e San Paolo, festeggiata a Roma con la celebre "Girandola", avrà una sfumatura tutta virtuale.

La Solennità, a causa del Covid-19, si rinnova solo on-line con la rievocazione storica, trasmessa su cellulare e pc. Sarà possibile rivivere, quindi, le passate edizioni dei tradizionali fuochi d'artificio a suon di musica barocca dalla Terrazza del Pincio a partire dalle ore 21, esclusivamente in rete. Evento, questo, che invita a riflettere su quanto sia cambiato il nostro modo di vivere le celebrazioni, gli incontri religiosi e spirituali, i momenti di festa. Un 2020 che porta con sé tanti disagi, ma anche tanti nuovi modi di creare comunità e condivisione.

I fuochi d'artificio della Girandola furono introdotti per la prima volta nel 1481 per volere di Papa Sisto IV. Da allora fu così riproposta ogni anno per festeggiare eventi solenni proprio come la ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo e l’incoronazione del nuovo Papa, fino al 1871.

La Girandola portata in processione a Roma fino a Castel Sant’Angelo, rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre che, non a caso, più di ogni altra ricorrenza in questo periodo particolare della nostra storia e umanità, ci riporta a ravvivare il fuoco della nostra fede di nuove speranze e aspettative per un futuro prossimo migliore post Covid-19.

 

Ilaria Carbone

In questa domenica Papa Francesco affronta il Vangelo di Matteo (10,26-33) in cui Gesù chiede ai suoi discepoli di non avere paura ad annunciare la parola di Dio nonostante le avversità che la vita gli possa presentare.
Questo discorso che Gesù compie ai propri apostoli riguarda la vita missionaria a cui Dio li ha chiamati esortandoli, con insistenza, a “non avere paura”, perché la paura è uno dei nemici che più ci porta a quella morte morale effetto del peccato.
Diffondere il messaggio di salvezza “nella luce” che Lui ha loro affidato pubblicamente nel suo Vangelo attesta la fedeltà dei testimoni che, perseguitati fisicamente anche oggi in tutto il mondo, non hanno paura della morte corporale perché è la forza evangelizzatrice ad opporsi all’arroganza e alla violenza a cui è sottoposta. 
Nulla può intromettersi contro l’anima e la comunione con Gesù, dono di Dio è tramite la Sua amicizia che noi riusciamo ad attraversare queste e le altre insidie che la vita ci pone.
“Dio che ci ama e ci custodisce si prende cura di noi, perché grande è il nostro valore ai suoi occhi. Ciò che importa è la franchezza, è il coraggio della testimonianza, della testimonianza di fede: riconoscere Gesù davanti agli uomini e andare avanti facendo del bene. Maria Santissima, modello di fiducia e di abbandono in Dio nell’ora dell’avversità e del pericolo, ci aiuti a non cedere mai allo sconforto, ma ad affidarci sempre a Lui e alla sua grazia, perché la grazia di Dio è sempre più potente del male” – afferma il Papa.
E continua – “Ieri le Nazioni Unite hanno celebrato la Giornata Mondiale del Rifugiato. La crisi provocata dal coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza”. 
Rinnovare in maniera utile ed efficace l’impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano ci consente di proteggere chi, per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie, è costretto a fuggire.
La pandemia da Covid-19 inoltre ci ha permesso di riflettere sul rapporto uomo-ambiente. 
La chiusura ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi che, prima offuscati dal traffico e dai rumori, avevano perso il loro fascino e sradicato la loro natura.
A tal proposito il Papa invita con “la ripresa delle attività ad essere più responsabili della cura della Casa Comune”.
Molteplici infatti le iniziative promosse in ogni parte del mondo che possano essere effettuate favorendo una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale.
Il Papa conclude il suo intervento ricordando la sua patria, l’Argentina che oggi celebra la giornata dedicata ai papà: “assicuro la mia vicinanza e preghiera a tutti i papà. Tutti noi sappiamo che fare il papà non è un mestiere facile! Per questo preghiamo per loro ricordando in maniera speciale anche i nostri padri che continuano a proteggerci dal cielo. Infine saluto tutti i pellegrini e fedeli venuti da varie parti d’Italia che adesso incominciano a venire anche da altri Paesi”.

Ilaria Carbone

Santo del giorno

Santi Fermo e Rustico
Santi Fermo e Rustico
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