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News - 18 Aprile 2021

Gesù risorto sia speranza per tutti quei giovani che sono stati “costretti a stare lunghi periodi senza frequentare la scuola, l’università e condividere il tempo con gli amici. Tutti abbiamo bisogno di vivere relazioni reali e non solamente virtuali. A loro sono particolarmente vicino” - questo è uno dei messaggi che Papa Francesco ha voluto rivolgere ai giovani, durante la celebrazione della Messa di Pasqua.

Consapevoli che l’odio può essere solo dissipato dall’amore e dalla fraternità, pegno della vittoria della vita sulla morte che oggi riviviamo grazie alla Resurrezione di Cristo - il Papa chiede che si cessino le armi in Siria - “terra martoriata in cui milioni di persone vivono ormai in condizioni disumane”.

Si è svolta con questi intenti di speranza, pace e fratellanza la Messa senza omelia nella Basilica San Pietro di Papa Francesco.

Il messaggio Urbi et Orbi di quest’anno è rivolto alla pace mondiale devastata dalle “troppe guerre e violenze che ci sono nel mondo”. Oggi ricorre infatti anche la Giornata delle mine antiuomo, “che uccidono o mutilano ogni anno molte persone innocenti, impedendo all’umanità di camminare insieme sul sentiero della vita”.

Celebrare la Pasqua quest’anno senza, in molti casi, garantire l’accesso alle sacre funzioni, ha comportato forti limitazioni con la preghiera. A tal proposito il Papa si sofferma sottolineando che “alla luce del Risorto le nostre sofferenze sono trasfigurate…dove c’è la morte c’è vita, dove c’è lutto, c’è consolazione. Nell’abbracciare la croce Gesù ha dato senso alle nostre sofferenze, guarendoci dal male del mondo”.

È in questi momenti di raccoglimento e di festa per la Santa Resurrezione di Cristo che affidarsi a Lui come fecero gli apostoli e le pie donne ci permette di assaporare e di rivelare al mondo intero, la salvezza di cui ci rende partecipi: luce come fonte di rinascita dei popoli.

 

Ilaria Carbone

Sarà trasmessa via streaming dalle ore 20:50 la seconda Via Crucis in tempo di pandemia.

Un anno che si riserva per molti essere il principio di una speranza nuova per gli anni a venire e l’ultimo di dolore, sofferenza e solitudine. La celebrazione avverrà sul sagrato di Piazza San Pietro in modo da rispettare le norme anticovid-19 previste dal DPCM.

In questo giorno così doloroso non solo per il Covid-19, vivere con fede e amore la Passione e crocefissione di Gesù Cristo può aiutarci ad accogliere e vivere la verità con un cuore aperto alla grandezza di Dio che ci ama prima di noi stessi.

Il digiuno di questo giorno solenne - sottolinea il Papa - “vissuto come esperienza di privazione, porta quanti lo vivono, in semplicità di cuore, a riscoprire il dono di Dio e a comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento. Facendo esperienza di una povertà accettata, chi digiuna si fa povero con i poveri e “accumula” la ricchezza dell’amore ricevuto e condiviso. Così inteso e praticato, il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo in quanto, come insegna San Tommaso d’Aquino, l’amore è un movimento che pone l’attenzione sull’altro considerandolo come un’unica cosa con sé stessi”.

Il raccoglimento, la preghiera ci rafforza a credere in Dio consentendogli di “prendere dimora e coltivare speranza” nelle nostre vite. Vivere con amore e speranza questo cammino spirituale del Venerdì Santo ci aiuta a comprendere e innestare in noi quella luce interiore che consola, che dà forza per tornare a rivolgere lo sguardo alla pazienza di Dio, che continua a prendersi cura della sua Creazione.

Vivere nel contesto di grande incertezza sul domani, come  “testimoni del tempo nuovo”, in cui Dio “fa nuove tutte le cose” (cfr Ap 21,1-6) significa essere “pronti sempre a rispondere a chiunque [ci] domandi ragione della speranza che è in [noi]”(1Pt 3,15) come Cristo ha fatto sulla croce consacrando la Sua vita per la nostra esistenza.

Ad accompagnare il Papa in questo cammino di Via Crucis 2021 ci saranno il gruppo di scout della Cattedrale di San Feliciano che, insieme alla Parrocchia romana dei Santi Martiri d’Uganda, sono stati incaricati di scrivere le meditazioni di quest’anno “Col cuore e gli occhi dei piccoli”.

 

Ilaria Carbone

Il primo giorno dell’anno 2021 è dedicato a Maria Madre di Dio a cui, dopo un funesto 2020, affidiamo le nostre preghiere di speranza, di rinascita dalla pandemia Covid-19 e di pace.

La pace, infatti, è quel “bene supremo” che Dio costruisce come un dono da custodire con attenzione e devozione verso gli altri, attraverso il dialogo e la collaborazione tra i popoli.

Riprendere in mano il proprio cammino ricco di angosce e paure dettate dal tempo sempre più sofferente che stiamo vivendo, ci aiuta ad affidarci sempre di più alla fede tramite Maria che ci accoglie nelle sue braccia “nella quale ha custodito e amato il suo Unico Figlio”.

La nostra crescita umana e spirituale ci permette di appianare odi e divisione per sentirci più uniti nella fratellanza con Dio.

“La pace è nella vita: non è solo assenza di guerra, ma è vita ricca di senso, impostata e vissuta nella realizzazione personale e nella condivisione fraterna con gli altri. Allora quella pace tanto sospirata e sempre messa in pericolo dalla violenza, dall’egoismo e dalla malvagità, diventa possibile e realizzabile se io la prendo come compito datomi da Dio”. 

Dio si è fatto carne ed è venuto tra di noi per amore dell’umanità invitando a condividere con Lui "gioie e dolori, desideri e paure, speranze e tristezze, persone e situazioni" senza timore, ma con amore e fiducia.

Gesù è Colui che esisteva prima dell’inizio delle cose, prima dell’universo, prima di ogni tempo e spazio. “In principio era il Verbo e il Verbo si fece carne”.

La parola serve a comunicare la bellezza di essere figli di Dio, la luce vera che vuole allontanarci dalle tenebre del male. Proprio per questo “è audace la decisione di Dio che si fece carne proprio lì dove noi tante volte ci vergogniamo, entrando nella nostra vergogna per farsi fratello nostro, per condividere la strada della vita”.

 

Ilaria Carbone

Santo del giorno

San Calogero di Brescia
San Calogero di Brescia
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